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domenica 15 gennaio 2017

Step 22: IL colore in architettura

Dici Woodpecker e subito pensi alla gloriosa discoteca a forma di cupola, che negli anni '60  riunì giovani generazioni, appassionati di musica e i tanti turisti che trascorrevano le loro vacanze in Riviera. Chiusa negli anni '70, il locale fu completamente abbandonato fino ai giorni nostri. Ora si inizia a ragionare su una riqualificazione di questo luogo storico di Milano Marittima. - See more at: http://www.milanomarittimalife.it/notizie/1144/milanomarittimalife_woodpecker#sthash.uDBZWmMu.dpuf

iscoteca a forma di cupola, che negli anni '60  riunì giovani generazioni, appassionati di musica e i tanti turisti che trascorrevano le loro vacanze in Riviera. Chiusa negli anni '70, il locale fu completamente abbandonato fino ai giorni nostri. Ora si inizia a ragionare su una riqualificazione di questo luogo storico di Milano Marittima. - See more at: http://www.milanomarittimalife.it/notizie/1144/milanomarittimalife_woodpecker#sthash.ZG3AZ333.dpuf
Il Woodpecker è una discoteca a forma di cupola che si trova a Cervia, un luogo storico della Milano marittima, costruito negli anni '60 e abbandonato negli anni '70, per il quale sono state recentemente avanzate proposte di riqualificazione. 

La struttura sperimentale si presenta come un ombrello:
la cupola vuole infatti essere un luogo costruito in continuità con l’esterno dove il colore stesso fa parte dell'ambiente in cui si inserisce, mentre la piattaforma, per minimizzare la distanza tra l’uomo e la natura, venne progettata in vetro, ma l’idea non fu realizzabile per le tecnologie del tempo.
Filippo Monti, il progettista, impiegò dunque proprio il marmo giallo di Siena, come le dune del paesaggio marittimo in cui è inserita.
La scelta del colore è espressamente riferita all'origine naturale con una personale sensibilità pittorica nella realizzazione architettonica: “Io ho notato che i materiali naturali hanno una forza che altre materie non hanno. Riescono ad influenzare, addirittura, il paesaggio proprio perché non sono di quel colore ma sono proprio, essi stessi, quel colore."




Dici Woodpecker e subito pensi alla gloriosa discoteca a forma di cupola, che negli anni '60  riunì giovani generazioni, appassionati di musica e i tanti turisti che trascorrevano le loro vacanze in Riviera. Chiusa negli anni '70, il locale fu completamente abbandonato fino ai giorni nostri. Ora si inizia a ragionare su una riqualificazione di questo luogo storico di Milano Marittima. - See more at: http://www.milanomarittimalife.it/notizie/1144/milanomarittimalife_woodpecker#sthash.uDBZWmMu.dpuf















Dici Woodpecker e subito pensi alla gloriosa discoteca a forma di cupola, che negli anni '60  riunì giovani generazioni, appassionati di musica e i tanti turisti che trascorrevano le loro vacanze in Riviera. Chiusa negli anni '70, il locale fu completamente abbandonato fino ai giorni nostri. Ora si inizia a ragionare su una riqualificazione di questo luogo storico di Milano Marittima. - See more at: http://www.milanomarittimalife.it/notizie/1144/milanomarittimalife_woodpecker#sthash.uDBZWmMu.dpuf

Step 21:I protagonisti del nostro colore

    Cennino Cennini

Scritto alla fine del 1300, noto   
’
 Arte APITOLO XLV.
La letteratura artistica italiana è universalmente nota per testi fondamentali quali quelli di Leon Battista Alberti, del Vasari di Leonardo da Vinci, ma il Libro dell'Arte di Cennino Cennini, pubblicato per la prima volta solo nel 1821, ha avuto una particolare fortuna editoriale.
Il libro è il primo trattato monografico sulla produzione artistica italiana: di carattere tecnico e in lingua volgare, fu scritto nei primi anni del Quattrocento, e proprio questa sua caratteristica pratica lo ha reso un testo fondamentale per il moderno restauro di opere d'arte antiche, trasformando questo ricettario in un testo imprescindibile.

In diversi capitoli il colore terra di Siena, detto "ocria", è citato in relazione alle miscele per ottenere altri colori, ma ben cinque sono i capitoli dedicati alle tonalità del giallo.
In particolare, il capitoloXLV tratta esclusivamente  "Della natura di un color giallo ch'è chiamato ocria", e fornisce indicazioni sulla zona d'estrazione che ha dato origine alla sua denominazione geografica:
"... color naturale, ... si trova in terra di montagna, là ove si trovano certe vene come di zolfore; e là ov'è queste vene, vi si trova della sinopia, del verdeterra, e di altre maniere di colori. Vi trovai questo, essendo guidato un dì per Andrea Cennini mio padre, menandomi per lo terreno di Colle di Valdelsa, presso a' confini di Casole, nel principio della selva del comune di Colle, di sopra a una villa che si chiama Dometarìa. E pervegnendo in uno vallicello, in una grotta molta salvatica, e raschiando la grotta con una zappa, io vidi vene di più ragioni colori: cioè ocria, ... andai col coltellino di dietro cercando alla margine di questo colore; e sì t'imprometto che mai non gustai il più bello e perfetto colore di ocria."

Subito dopo il Cennini indica il suo impiego in pittura, giudicandolo come il miglior colore "... in capellatura, in vestimenti, ... di due nature, chiaro e scuro ... si adopera in incarnazioni, in vestiri, in montagne colorite, e casamenti, e cavelliere, e generalmente in molte cose." 

Infine raccomanda un accorgimento tecnico: "... triarlo con acqua chiara, e triarlo assai; ché sempre vien più perfetto."

("Il libro dell'arte, o Trattato della pittura di Cennino Cennini da Colle di Valdelsa; di nuovo pubblicato, con molte correzioni e coll'aggiunta di più capitoli, tratti dai codici fiorentini, per cura di Gaetano e Carlo Milanesi; Felice Le Monnier Editore; Firenze, 1859; 
edizione elettronica del 30 novembre 2005)

sabato 7 gennaio 2017

Step 20: La moda

La moda



Mustard Single Breasted Cocoon Coat

Harris Wharf monopetto Cocoon Coat, 100% lana vergine
315 €


Linea cocoon: ecco il trend della moda comoda con un cappotto avvolgente come un 'rifugio sicuro', prodotto dalla ditta Harris Warf London. Questa ha sede a Londra, ma produce a Torino, infatti nasce in nel 1938 come azienda di guanti femminili sotto la guida del nonno della designer Giulia e del fratello Aldo Acchierdi, il quale invece gestisce la produzione e la distribuzione del marchio, con una particolare attenzione al made in Italy. 


Cenni sul produttore. Molti dei dipendenti sono stati addestrati presso il Gruppo Finanziario Tessile, una sfortunata fabbrica Torino di proporzioni industriali, che hanno creato capi di lusso nel 1970. Così la disponibilità di lavoratori qualificati, lo stile essenziale, e la selezione dei tessuti hanno consentito il raggiungimenti di un buon rapporto prezzo-qualità.
In particolare è curata la scelta del tessuto con una varietà di lane e cashmere in panno: acquistato all'ingrosso viene impiegato in molti modi diversi, sfruttandoli sia per le collezioni femminili che per quelle maschili indifferentemente, evitando così gli sprechi.  

mercoledì 21 dicembre 2016

step 19 libero

                TERRA DI SOLE

Ocra, come pietra antica, 
sei dura come chi ti lavora
e aspra come la vita.

Ma tenera alla mano che ha cura
e di ricchezze custode ferita, 
ti immagino dalle offese guarita,

compassionevole
d'una umanità colpevole,
tornare come figlia al sole,

dall'insidia umana finalmente sgombra
e limpida come  intatta ambra.

lunedì 5 dicembre 2016

Step 18:Le arti pittoriche

Il bacio di Giuda di Giotto, nella cappella degli Scrovegni a Padova.
Il colore ocra viene impiegato, anche in questo esempio legato alla cultura del medioevo, per sottolineare il legame dell'uomo con la matericità: nel mantello di Giuda il giallo, associato a significati negativi nell'iconografia di tutta Europa (traditori, musulmani ed ebrei sono vestiti di giallo) vira infatti in terra di Siena.

Nella prima metà del XV secolo, con la pittura fiamminga, i colori vengono impiegati per caratterizzare gli oggetti  naturali.
 
Polittico dell'Angello Mistico o Polittico di Gand, Hubert e Jan van Eyck 1426-1432, olio su legno,  
chiesa di San Bavone a Gand





La striscia cromatica riportata sopra indica i 5 colori principali presenti nel dipinto: il colore terra di Siena risulta impiegato principalmente per definire la volumetria delle nicchie, cioè lo spazio architettonico creato dall'uomo.

Lo studio della realtà induce più tardi Leonardo a servirsi della terra di Siena per sviluppare la prospettiva tonale: in primo piano l'ocra del tavolino e del pavimento sono infatti più vivaci mentre  si stempera verso il fondo.

  Annunciazione, attribuito a Leonardo da Vinci, olio e tempera su tavola, 1472-75, Galleria degli Uffizi, Firenze   

La Gioconda di Leonardo da Vinci, olio su tavola di pioppo 1503-1506 circa, Museo del Louvre, Parigi
Nella Gioconda Leonardo studia gli effetti della luce e delle ombre e le velature ocra definiscono l'anatomia del soggetto.


Rembrandt (1606-1669) nell'effetto chiaroscurale usa il colore stesso come sostanza dotata di corposità, e il giallo ocra della luce che entra dalla finestra rende non solo la profondità della stanza ma anche, quasi, la materializzazione del pensiero stesso, vero protagonista del dipinto.
Rembrandt, "Il filosofo in meditazione", 1632, museo del Louvre, Parigi.



















Fra questi esempi d'impiego della terra di Siena nella storia della pittura risulta come sia il colore tipico nella tavolozza di Van Gogh, espressione  per antonomasia dello stato d'animo, ma comunque legato alla percezione del mondo esterno.   
Vincent Van Gogh, "Campo di grano con corvi", 1890, olio su tela, 50,3x103 cm., Van Gogh Museum, Amsterdam.





Step 16: Nel design



Il Design



La ricerca su un oggetto di design del colore terra di siena è stata difficile non tanto per la mancanza di materiale ma per il motivo esattamente opposto. La grande quantità di immagini relative a questi oggetti riportati dalla rete mi ha obbligato a fare una scelta. Alla fine la mia scelta è ricaduta su un oggetto estremamente diffuso nelle case di buona parte del mondo (Europa Occidentale, Usa,  Medio Oriente), simbolo della socialità stessa e dell'organizzazione sociale fin dalle origini della civiltà.

Il divano ha infatti una storia lunga ed interessante. Esso ha origini persiane, e la sua etimologia rimanda all’arabo dīwān che era l'ufficio di dogana. In tempi più recenti, ha indicato anche il consiglio dei ministri nell’Impero ottomano, e  l'assemblea e il tribunale supremo nei principati di Valacchia e Moldavia. La trasposizione occidentale della voce araba indicò qualsiasi pubblico ufficio amministrativo.
 Come mobile entrò a far parte dell’arredamento degli ambienti di rappresentanza delle dimore signorili del sec. XVII.

 Il divano che mi ha più  incuriosito è stato quella della ditta Kare tedesca che si trova nel Bayern. La ditta produce mobili, articoli di oggettistica  e di illuminazione.
Il disegno di questo moderno divano di grande charme offre anche all'insegna del confort una seduta ergonomica e la lana come tessuto di rivestimento: la ditta Kare,  ha puntato verso lo stile retrò ricercando appunto un look "dalle forme armoniose e dai colori confortanti degli anni del miracolo economico".  
 Questo divano fa parte della linea Angels Wings Rythms. Esso è in tessuto a 2 posti con schienale alto e dimensioni 0,93 x 1,45 x 0,99 m.
divano Angels Wings Rythms Mustard 












































Step 17: Il brevetto

Il liquido 'Anzhihua'ai' per il cancro e il suo metodo di produzione.

CN 1191127 A


La medicina cinese ha elaborato una cura contro diversi tipi di cancro come quello al polmone, al fegato, allo stomaco, all'intestino, al seno e alle ossa. 
Il potere curativo del medicinale è attribuito ad un pool di più di 30 principi attivi naturali fra i quali compaiono fiore di caprifoglio, incenso, mirra. Il prodotto mira a  migliorare l'ambiente fisiologico del corpo umano e ad aumentare le difese immunitarie: la presenza della terra di Siena contrasterebbe il ristagno dei liquidi nell'organismo favorendo la disintossicazione e la circolazione sanguigna, alleviando la congestione e regolando il bilanciamento delle funzioni fisiologiche.


Numero di pubblicazioneCN1191127 A
Tipo di pubblicazioneRichiesta
Numero domandaCN 97105686
Data di pubblicazione26 ago 1998
Data di registrazione17 feb 1997
Data di priorità17 feb 1997
Inventori赵清涛, 黄明达, 赵金国, 赵录华, 李中伟, 杨珑
Candidato赵清涛

mercoledì 30 novembre 2016

Step 12: In cucina

  
Tradizionale  focaccia genovese
Pigmento di terra di Siena naturale

   In cucina

Il colore dei prodotti da forno come di tutti gli altri cibi cotti risulta un elemento fondamentale del loro gradimento, e la caratteristica che maggiormente ne influenza l'acquisto. 
L'appetibilità è anche una questione di aspetto: ne è responsabile la reazione di Maillard. Grazie ad essa si formano i sapori, i profumi, le consistenze e il colore, tendente appunto al terra di Siena, del cibo "cotto".

La reazione di Maillard si forma a partire da due reagenti, gli zuccheri e le proteine, sfruttando l'energia termica della cottura nel forno.


 La combinazione di proteine e zuccheri, nella giusta proporzione, insieme ai tempi e temperatura della cottura garantiscono la consistenza e il sapore che rendono così buoni i prodotti da forno: alimenti costituiti solo dallo zucchero, come il caramello, oppure prevalentemente proteici, come il petto di pollo, non consentono l'ottenimento della crosticina né il suo colore caratteristico.
























































domenica 20 novembre 2016

Step 11: Un documento

   Un documento

Il colore terra di Siena sembra essere rientrato fra i tanti interessi dell'Accademia della Crusca che ha edito nel 2016 a Firenze il libro L'italiano e la creatività: marchi e costumi, moda e design. Questo libro è stato scritto da Paolo d'Achille e Giuseppe Patota che si sono avvalsi della collaborazione di esperti per ciascuno dei quattro settori.

L'obiettivo di studiare l'essenza italiana in tutte le sue manifestazioni e di divulgarla in tutto il mondo, sviluppa un compendio dell'originalità italiana nella produttività.
Proprio in questo libro troviamo nel terzo paragrafo una sezione dedicata ai colori, che riguarda anche il terra di Siena (pp.149-150). Nella descrizione del colore si utilizza un approccio antropologico che indaga sulle modalità con cui gli altri paesi lo hanno recepito all'interno della loro cultura, ma anche su come l'Italia stessa lo abbia percepito al livello culturale, riportando il pensiero e le espressioni di grandi scrittori italiani.



sabato 19 novembre 2016

Step 10: Emblemi


La presenza del colore negli emblemi


Nell'eseguire la ricerca della presenza del colore terra di Siena negli emblemi o in un logo o in un brand, mi sono ispirata, più che a marchi di industrie famose, agli stemmi dei comuni italiani che hanno una forte connotazione storica e antropologica.

Uno stemma in cui è presente il colore terra di Siena è lo stemma del comune di Campolongo Tapogliano, in provincia di Udine nel Friuli Venezia Giulia.
Questo colore è frequentemente associato, oltre che alla rappresentazione della stessa terra, ad elementi murari come in questo caso.

In questo stemma ritroviamo in primo piano il Leone di San Marco, anche detto leone marciano o leone alato, rappresentato con il colore oro, e sullo sfondo le mura merlate sono colorate con i toni del terra di Siena. Dietro queste mura sulla destra troviamo un pino italico e sulla sinistra brilla una stella dorata a cinque punte. Lo scudo, dove risiede questa immagine, è sormontato da una corona ed è avvolto dal basso da dei rametti d'alloro.
Il leone alato tiene fermo il libro aperto su una pagina in cui si può leggere la frase: " Pax tibi Marce, evangelista meus" . Questa frase viene estrapolata dal discorso che , secondo la tradizione, sarebbe stata rivolto da un angelo al santo quando egli si trovava disperso nel Veneto, ossia : "Pax tibi Marce, evangelista meus. Hic requiescet corpus tuum" ( Pace a te, o Marco, mio evangelista. Qui riposerà il tuo corpo).
Il leone viene detto marciano perché nell' iconografia cristiana l' evangelista San Marco veniva simboleggiato come un leone anche in virtù del fatto che la prima personalità santa descritta nel suo vangelo è quella di San Giovanni Battista che veniva decritto con addosso una pelle di leone. Ma il leone marciano vuole rappresentare la grandezza spirituale delle parole di San Marco, le ali la elevazione spirituale del santo, l' aureola la sua santità. La Repubblica " Serenissima" di Venezia cercava di riversare su di sè tutte queste caratteristiche di grandezza, tanto è vero che  buona parte dei gonfaloni conquistati dalla Repubblica portano nei loro stemmi il leone alato.

In particolare proprio negli emblemi delle contrade di Siena risulta ricorrente il colore locale, anche se i colori attuali hanno subito rispetto al passato leggere modifiche, per l'effetto cromatico diverso dovuto all'applicazione su stoffe diverse.





domenica 9 ottobre 2016

Step 2: Il colore " terra di Siena" nelle varie lingue del mondo


Il colore terra di Siena nelle varie lingue del mondo


  Il colore terra di Siena, pur nelle varianti linguistiche di ciascun paese, conserva nella sua denominazione sia l'indicazione della provenienza che dell'elemento materico:


- siena aarde (afrikaans)
- sienna (inglese)
- tierra de siena (spagnolo)
- terre de sienne (francese)
- シェンナ (sienna) (giapponese)
-rauwe sienna (olandese)
- sjena palona (polacco)
- sienna (svedese) 
- erde aus sienna (tedesco)

Anche le espressioni latine sil pressum e scyricum fanno riferimento, per indicare questo colore, alla componente materica estratta, secondo Plinio, da Sciro e dall'Achaia. Ma a proposito delle lingue antiche è opportuna una considerazione preliminare: la stessa parola color
come il greco chroma significano sia aspetto esterno che colore, derivando dalla radice indoeuropea che significa "coprire", spiegando dunque il forte legame fra il colore e l'elemento materico cui è riferito. 
Il colore della terra, con la sua calda tinta, comprende in natura un'ampia gamma di sfumature, identificate con altrettante denominazioni, non solo nella nostra lingua: in lokono (Arawak) ad esempio il termine koreto significa maturo, rosso, arancione e infine giallo carico, avvicinandosi sempre più al nostro colore. 
 
Già da metà '800, con il lavoro di W. Gladstone Studies on Homer and Homeric Age, si svilupparono gli studi sulla terminologia linguistica del colore partendo dall'incoerenza omerica nell'uso della parola glaukos, che poteva riferirsi al grigio quanto, appunto, al giallo.

Oggi si può affermare che le lingue antiche hanno sviluppato prima i cromonimi dei colori puri e successivamente i termini che fanno riferimento al reale e alla materia come appunto l'ocra.


Nel corso del dibattito e degli studi sui cromonimi si è osservato anche che la percezione di questo colore varia al variare del grado di saturazione: soggetti di madrelingua ungheresi associano infatti la é al giallo, la è al giallo scuro e la a al marrone chiaro. Sembra inoltre esistere una corrispondenza fra quantità di crononimi e livello tecnologico.