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domenica 15 gennaio 2017

Step 23: Il pensiero selvaggio

Il colore terra di Siena unisce la società occidentale alle popolazioni più remote assumendo un significato analogo, legato all'origine e alla vita dell'uomo stesso, poiché risulta generalmente associato con il materiale da cui questo pigmento deriva, la terra.
In Africa, ad esempio, è il colore dell'iniziazione e per gli amerindi è il colore dell'origine dell'uomo e i Masai si preparavano alla battaglia dipingendo il proprio corpo e gli scudi di ocra. 

Già presso gli egiziani è testimoniato un largo uso dell'ocra gialla, terra argillosa, per curare le malattie della pelle, ferite e lesioni , e la stessa imbalsamazione impiegava l'argilla per la conservazione del corpo oltre la morte: le altri parti del corpo non coperte dalle bende venivano inoltre dipinte con l'ocra rossa  per gli uomini e con l'ocra gialla  per le donne. 
La cosmesi  si applicava sul corpo del faraone, e ricorreva nei riti di iniziazione, nella decorazione delle statue degli dei accompagnati sempre da formule e preghiere. collegata alla creazione, alla morte e alla resurrezione: truccarsi costituiva la premessa di un corpo incorruttibile, la cosmesi era spesso associata alla medicina e alla magia.



Da Galeno a Plinio ad Avicenna fino ai nostri giorni è infatti ininterrotto il ricorso a questa sostanza di cui oggi sono state scientificamente accertate le proprietà antisettiche, detossicanti, assorbenti, battericide e cicatrizzanti.




domenica 20 novembre 2016

Step 11: Un documento

   Un documento

Il colore terra di Siena sembra essere rientrato fra i tanti interessi dell'Accademia della Crusca che ha edito nel 2016 a Firenze il libro L'italiano e la creatività: marchi e costumi, moda e design. Questo libro è stato scritto da Paolo d'Achille e Giuseppe Patota che si sono avvalsi della collaborazione di esperti per ciascuno dei quattro settori.

L'obiettivo di studiare l'essenza italiana in tutte le sue manifestazioni e di divulgarla in tutto il mondo, sviluppa un compendio dell'originalità italiana nella produttività.
Proprio in questo libro troviamo nel terzo paragrafo una sezione dedicata ai colori, che riguarda anche il terra di Siena (pp.149-150). Nella descrizione del colore si utilizza un approccio antropologico che indaga sulle modalità con cui gli altri paesi lo hanno recepito all'interno della loro cultura, ma anche su come l'Italia stessa lo abbia percepito al livello culturale, riportando il pensiero e le espressioni di grandi scrittori italiani.



sabato 19 novembre 2016

Step 10: Emblemi


La presenza del colore negli emblemi


Nell'eseguire la ricerca della presenza del colore terra di Siena negli emblemi o in un logo o in un brand, mi sono ispirata, più che a marchi di industrie famose, agli stemmi dei comuni italiani che hanno una forte connotazione storica e antropologica.

Uno stemma in cui è presente il colore terra di Siena è lo stemma del comune di Campolongo Tapogliano, in provincia di Udine nel Friuli Venezia Giulia.
Questo colore è frequentemente associato, oltre che alla rappresentazione della stessa terra, ad elementi murari come in questo caso.

In questo stemma ritroviamo in primo piano il Leone di San Marco, anche detto leone marciano o leone alato, rappresentato con il colore oro, e sullo sfondo le mura merlate sono colorate con i toni del terra di Siena. Dietro queste mura sulla destra troviamo un pino italico e sulla sinistra brilla una stella dorata a cinque punte. Lo scudo, dove risiede questa immagine, è sormontato da una corona ed è avvolto dal basso da dei rametti d'alloro.
Il leone alato tiene fermo il libro aperto su una pagina in cui si può leggere la frase: " Pax tibi Marce, evangelista meus" . Questa frase viene estrapolata dal discorso che , secondo la tradizione, sarebbe stata rivolto da un angelo al santo quando egli si trovava disperso nel Veneto, ossia : "Pax tibi Marce, evangelista meus. Hic requiescet corpus tuum" ( Pace a te, o Marco, mio evangelista. Qui riposerà il tuo corpo).
Il leone viene detto marciano perché nell' iconografia cristiana l' evangelista San Marco veniva simboleggiato come un leone anche in virtù del fatto che la prima personalità santa descritta nel suo vangelo è quella di San Giovanni Battista che veniva decritto con addosso una pelle di leone. Ma il leone marciano vuole rappresentare la grandezza spirituale delle parole di San Marco, le ali la elevazione spirituale del santo, l' aureola la sua santità. La Repubblica " Serenissima" di Venezia cercava di riversare su di sè tutte queste caratteristiche di grandezza, tanto è vero che  buona parte dei gonfaloni conquistati dalla Repubblica portano nei loro stemmi il leone alato.

In particolare proprio negli emblemi delle contrade di Siena risulta ricorrente il colore locale, anche se i colori attuali hanno subito rispetto al passato leggere modifiche, per l'effetto cromatico diverso dovuto all'applicazione su stoffe diverse.





sabato 22 ottobre 2016

Step 04: I colori nel mito

      I colori nel mito

Il colore terra di Siena, associato anche nella denominazione all'elemento della terra, costituisce un elemento di evidenza antropologica ricorrente nei miti, sia occidentali che orientali, della cosmogonia e dell'antropogenesi come dei cicli vitali della produzione.

Nella mitologia inca il dio Pachacamac ('colui che ha creato la Terra') era figlio del dio del Sole, Inti. Pachacamac creò il primo uomo e la prima donna, ma non si curò di nutrirli e l' uomo morì. La donna, disperata, chiese ad Inti di renderla madre di tutti i popoli della Terra. 

Nello Yi Ching, ritenuto il primo dei testi classici cinesi, la terra viene rappresentata da un esagramma k' un ' il ricettivo'. Tutte queste narrazioni dimostrano come la terra veniva collegata alla vita, in quanto portatrice, non in maniera attiva bensì passiva, ma con l' avvento di società stanziali che si dedicavano assiduamente alla agricoltura la terra diventa elemento fecondo attivo. A questa visione della terra, come Grande Madre tellurica, sono legate  tante usanze come il parto per terra.

Il colore della terra viene anche associato alle feci, perché oltre ad avere un colore simile, le feci in passato venivano usate come concime efficace per la terra. Nella mitologia azteca la dea della terra, Tlazolteotl, veniva chiamata ' divoratrice delle lordure', ossia degli escrementi a cui gli aztechi associavano i peccati: la divinità infatti mangiava, liberandone, le impurità dei morenti.
Nella mitologia greca Gea  (in greco antico: Γῆ ossia Terra) o Gaia, la dea primordiale, genera, senza unirsi a nessuno, Urano (Οὐρανός, Cielo stellante), il dio del Cielo.

Platone, per introdurre il mito di Prometeo, descrive come gli uomini e le altre creature viventi siano stati plasmati dagli dei all’interno della terra. Nel terzo libro della Repubblica inoltre così presenta il mito dei Figli della Terra:

plasmati ed educati nel seno della terra, ... e quando furono interamente formati la terra, che era la loro madre, li portò alla luce. Per questo ora devono provvedere alla terra in cui vivono e difenderla come loro madre e nutrice,... e considerare gli altri cittadini come fratelli nati anch'essi dalla terra.

“Nacque l’uomo, ..., impastando con acqua piovana la terra ancora recente , la quale, da poco separata dall’alto etere, ancora conserva qualche germe del cielo insieme a cui era nata.”( Ovidio, Metamorfosi)

Risulta dunque evidente il ruolo del colore terra di Siena nella rappresentazione del mito di Prometeo: qui è raffigurato nell'atto della creazione modellando, come narra Esiodo,   la creta trovata a Panopea, in Beozia.

C. Hansen, Prometeo modella l'uomo dall'argilla, olio su tela, 1845



H. F. Füger, Prometeo ruba il fuoco, olio su tela, 1817



  Ma Prometeo, rubando il fuoco agli dei per darlo agli uomini, è inoltre assurto a simbolo del libero arbitrio. In questo ritratto dominano i toni della terra di Siena, svolgendo una funzione di passaggio cardine fra la materia cupa e la fiaccola luminosa.